mercoledì 7 marzo 2012



Le donne portano la bellezza. Ogni generazione femminile si impegna a onorare la dote assegnata. Il corpo femminile si perseguita con accanimento per esaltare la qualità. Il maschile che gliela invidia reagisce esagerando la sua differenza virile o sforzandosi all'opposto di essere femminile. Il maschile davanti al femminile sbanda. Le civiltà si sono specializzate nei minuziosi canoni dell'attrazione fino a differenze mostruose. Il torturato piedino giapponese, l'ingrasso o il contrario, lo scarnificato dimagrimento: il corpo della donna è sotto la pressa di uno stampo variabile, per adeguarsi all'icona prescritta. La dannazione di provare attrazione per l'uomo la sottomette al capriccio estetico maschile.

Erri De Luca, "Le sante dello scandalo"

mercoledì 25 gennaio 2012

DONNE MIE

 
 
Donne mie che siete pigre,
angosciate, impaurite,
sappiate che se volete diventare persone
e non oggetti, dovete fare subito una guerra
dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini,
ma contro voi stesse che vi cavate gli occhi
con le dita per non vedere le in giustizie che vi fanno.
Una guerra grandiosa contro chi
vi considera delle nemiche, delle rivali,
degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria
tutti i giorni senza neanche saperlo,
contro chi vi tradisce senza volerlo,
contro l'idolo donna che vi guarda seducente
da una cornice di rose sfatte ogni mattina
e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere,
scintillanti di collane, ma prive di braccia,
di gambe, di bocca, di cuore,
possedendo per bagaglio
solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso
(il dovere di amare vi fa odiare l'amore, lo so)
un amore senza scelte, istintivo e brutale.
Da questo amore appiccicoso e celeste
dobbiamo uscire
donne mie,
stringendoci fra noi per solidarietà
di intenti, libere infine di essere noi
intere, forti, sicure, donne senza paure.
Dacia Maraini

mercoledì 23 novembre 2011

domenica 12 giugno 2011

TURNING TABLES






Abbastanza vicino da iniziare una guerra
Tutto quello che ho è in tavola
Dio solo sa per cosa stiamo combattendo
Per ogni cosa che dico, tu dici sempre qualcosa in più 
Non riesco a stare al passo con i tuoi rovesciamenti di situazione
Sotto il tuo controllo, non riesco a respirare
Perciò non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato


E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione
Sotto la più dura parvenza vedo
Dove si è perso l’amore, il tuo fantasma è scoperto
Ho attraversato un centinaio di tempeste per lasciarti
Per quanto ci provi, no, non sarò mai messa al tappeto

Non riesco a stare al passo con i tuoi rovesciamenti di situazione
Sotto il tuo controllo, non riesco a respirare
Perciò non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione


La prossima volta sarò più coraggiosa
Sarò la salvatrice di me stessa
E se sono la causa di me stessa
La prossima volta sarò più coraggiosa
Sarò la salvatrice di me stessa
Rimanendo saldamente in piedi


Non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione

domenica 27 marzo 2011

VIOLENZA PSICOLOGICA 3

La violenza psicologica rappresenta uno dei livelli più profondi e insidiosi tra le varie violenze all’interno delle mura domestiche,è una delle più potenti strategie di potere e controllo che presiedono ai maltrattamenti.

Non è facile, come sembra, parlare di violenza psicologica,perchè in realtà spesso la violenza,all’interno di una coppia,viene banalizzata o negata vedendo in essa un "semplice" rapporto di dominazione.

Ma si tratta di un abuso psicologico basato sulla svalutazione,la coercizione,il ricatto ,la trascuratezza fisica ed affettiva della donna,la manipolazione dei sensi di colpa.
Si può giungere a dei veri e propri lavaggi del cervello,dove si arriva ad una totale disistima di sé e della propria vita.

Secondo un’indagine, la donna che ha subito gravi vessazioni ha dodici volte più probabilità di tentare il suicidio rispetto alle altre donne
(Violence aganist Women in the family,1989).
Quando assistiamo a tutte quelle strategie lesive della libertà e dell’identità personale dell’altro, che generano insicurezza, paura e svalutazione di sé,allora si tratta di violenza psicologica.
Purtroppo,come succede quasi sempre ,è presente un’eccessiva responsabilizzazione della donna, che si attiva per far fronte a tutti i compiti e le richieste che le vengono fatte da colui che la maltratta, nella continua speranza di non adirarlo e dimostrare la propria adeguatezza come moglie e come madre.
Ma negare la violenza che certi attacchi hanno su una donna,significa negare la profondità che la ripercussione psicologica di queste molestie hanno sulla vittima.
La violenza subita spesso è molto sottile e non ci sono tracce evidenti come in caso di violenza fisica,ma quello che accade,in realtà,in questa tortura emotiva, è un tentativo violento di “distruzione morale” dell’altro.
Questo tipo di maltrattamento utilizza delle strategie di controllo ricorrenti:
-L’intimidazione =spaventare con gesti,minacce,parole;minacciare di usare violenza verso familiari o anche animali ed oggetti insomma tutto qllo che può essere importante x la vittima.
-molestie morali =tutta una serie di atteggiamenti effettuati con gravità crescente: rifiuto dell’altro,sarcasmo,derisione,disprezzo sopraffazione,isolamento,fino ad arrivare all’omicidio psicologico!
E' un tipo di aggressione insidiosa,sottile,indiretta, in cui si punta allo svilimento,alla derisione e all'umiliazione della vittima.

LEGGI :Possono pertanto far riferimento a questo tipo di violenza:
- i reati d’ingiuria (ex art. 594 c.p.),
- di violenza privata (ex art. 610 c.p.),
- di minaccia (ex art. 612 c.p.),
- di lesioni quando cagionano una malattia del corpo o della mente (ex artt. 582 e 583 c.p.),
- di abuso di mezzi di correzione e disciplina (ex art. 571 c.p.),
- di maltrattamenti in famiglia (ex art. 572 c.p.)
- di sequestro di persona (ex art. 605 c.p.).

La violenza psicologica tende ad essere sanzionata principalmente in sede civile, anche se è possibile talvolta percorrere l’alternativa penale.

sabato 5 marzo 2011

AAA CERCASI

lunedì 7 febbraio 2011

SE NON ORA QUANDO ?


INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011


Se non ora, quando?

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.


Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità.
E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA



lunedì 13 dicembre 2010

lunedì 13 settembre 2010

BARBABLU


Non so chi ricorda la favola di BARBABLU' (è qui).

Oggi ho riletto un brano di Concita De gregorio tratto da Malamore dove riporta una delle versioni quella favola.
Non aggiungo altro.


"Da allora si contano decine di nuove versioni fino alle ultime quattro recenti. La mia preferita è quella di Chiara Carrer. L'ha reinventata, è un incanto. L'uomo blu è solo un ombra sul muro. Le donne scompaiono dal paese. Prima una, sparita nel nulla. Poi arriva sua sorella. Ha in mano sia l'uovo che la chiave, tutti e due. Sa che non deve aprire la porta, lo fa. «Un'ascia. Una vasca. Una pozza di sangue rappreso. Corpi appesi alle pareti. Un urlo. L'uovo e la chiave sfuggono dalle sue dita. Scivolano giù nella pozza di sangue ai suoi piedi. Un'ombra. Lo sguardo cupo. L'uomo dalla barba blu è tornato. Lui sa: L'uovo, la chiave, le dita. La donna trema sa che è finita.» Un'altra donna ancora, adesso. Tocca alla terza sorella. Si chiama Rosa, come «una spina che le toglierà la vita». Anche Rosa usa la chiave, apre la porta, getta lo sguardo. Però Rosa, la più piccola delle tre, ha l'anima, il cuore, la mente più grandi. Guarda, non trema. «Non un urlo, ma gli occhi ora sono più grandi.» Teste. Braccia. Seni. Gambe. Le sue sorelle fatte a pezzi. Lei le rimette insieme, silenziosa. Le nasconde. Poi ordisce un piano. Inganna l'orco. Si traveste, va via sotto i suoi occhi senza che lui la riconosca. Vince lei. Vince perché ha saputo guardare nel fondo del pozzo dell'orrore e rimanere ferma. Vince chi sa aprire la porta e guardare «con occhi più grandi». Non chi rifiuta di vedere, non chi per paura o per soggezione non apre neppure, non vuol sapere né sentire. Vince chi apre, chi guarda, chi resta fermo e guarda meglio poi richiude, torna su per le scale. Vince chi va all'inferno e ritorna. Vince chi vuol sapere e poi sa cosa farsene, anche, del nuovo sapere.
Chi soffre e trova un rimedio."

Concita De Gregorio
Malamore
Esercizi di resistenza al dolore

lunedì 3 maggio 2010