Centesimo post.
Cento post che in modo differente parlano della violenza sulle donne,della violenza di genere che le donne subiscono.
Non è facile parlarne,pur non facendolo ogni giorno,pur non scendendo troppo in profondità a quello che ritengo essere un problema culturale molto più sommerso di quanto possa apparire,non mi è facile parlarne.
Cento post che mi hanno segnata personalmente fino al bisogno di allontanarmi per un po’ dal cercare e trovare e scavare il dolore nella mia anima e nel mondo di cui faccio parte.
L’ho fatto per rafforzarmi,per non pensare che non ci fosse altro,per respirare.
Essere DONNA viene spesso categorizzato all’interno di un modello molto rigido e riduttivo:quello biologico.
Ma in realtà “biologia” è una categoria prettamente socioculturale che ha condizionato la percezione e la pratica del rapporto tra i sessi in queste ultime generazioni.
Biologia è una categoria sociale con un contenuto specifico che implica un giudizio di valore,dove le differenze tra le persone giustificano la diseguaglianza sociale.
Il nostro corpo è determinato dalla storia più che dalla biologia.
Quella storia che oggi pesantemente ci viene tatuata addosso,e noi siamo (forse inconsapevoli) con il pennello in mano con la gioia di essere le prime a farlo.
Io credo che nella vita sia fondamentale la ricerca dell’Altro.
Riprendere il piacere del confrontarsi in modo produttivo,non per forza trovare intuizioni che cambino il mondo,ma, ricercare idee,valori,pensieri che nascano dal nostro vivere.
Sentire il bisogno di ricercare, esternare e confrontare.
I grandi cambiamenti,quelli che riescano a ribaltare l’ordine prestabilito (di qualsiasi tipo e di qualsiasi natura) nascono dall’impeto che si origina dalle forze più profonde di ogni singolo individuo.
La nostra forza,la nostra voglia e la nostra tendenza a reagire,il rivoltarsi della nostra essenza hanno un’origine comune e cioè la terra bruciata che abbiamo alle spalle.
Solo attraversandola riusciremo a vedere la possibilità di un percorso di rinascita.
Nostra,del nostro corpo,dell’umanità.
Grazie.